25 novembre. Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

La ricorrenza che non dovrebbe esistere
Oggi, 25 novembre, celebriamo una giornata che non dovrebbe esistere: la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. Eppure è necessaria. Necessaria perché ogni giorno, in silenzio, troppe donne vivono paura, controllo, umiliazioni, e in troppi casi pagano con la vita.
Come psicologche e psicologi, sappiamo quanto la violenza non inizi quasi mai con un gesto eclatante. Comincia spesso con qualcosa di sottile: una parola svalutante, un controllo mascherato da gelosia, un confine che viene oltrepassato e che pian piano diventa normale. La violenza cresce nel silenzio, nell’isolamento, nella convinzione – spesso indotta – di “non valere abbastanza”, di “non potersi permettere di andare via”.
E proprio per questo oggi vogliamo ricordare tre cose fondamentali.
La prima: la violenza non è mai colpa della donna che la subisce. Mai. La responsabilità è sempre di chi agisce il comportamento violento. Riconoscere questo è il primo passo per rompere il ciclo della colpa e della vergogna.
La seconda: riconoscere i segnali è fondamentale. Gelosia morbosa, controllo economico, isolamento dagli affetti, denigrazione, minacce velate… non sono “segni d’amore”. Sono campanelli d’allarme che vanno ascoltati. Chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.
La terza: nessuna persona si salva da sola. La violenza si sconfigge insieme: educando al rispetto, parlando di emozioni, dando ascolto ai racconti delle donne senza giudizio, e costruendo una cultura in cui l’amore non significhi possesso, ma libertà.
Questa giornata non riguarda solo chi ha vissuto direttamente la violenza. Riguarda tutti noi. Riguarda il modo in cui educhiamo, le parole che scegliamo, gli sguardi che evitiamo, i silenzi che decidiamo di rompere. Oggi possiamo fare una scelta: scegliere di non voltare lo sguardo, di essere presenza, voce, sostegno.
Alle donne che stanno vivendo un momento difficile vogliamo dire: non siete sole. Esistono professionisti, centri antiviolenza, reti di sostegno. C’è una via d’uscita. E meritate rispetto, sicurezza e amore autentico.
Il 25 novembre non è solo memoria. È responsabilità. È un invito a costruire, ogni giorno, relazioni più sane e una società più consapevole e più giusta.
❤️Le psicologhe e gli psicologi dell’associazione Progetto Psicologia
